archiv~1: SETI Circolare garante privacy (telecom)

SETI Circolare garante privacy (telecom)

Stefano ( (no email) )
Sat, 7 Nov 1998 01:11:53 +0100

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PASSAPAROLA ------- Stefano

Ritenendo di fare cosa utile, riporto, di seguito, il testo integrale =
della
Delibera del 5 ottobre 1998, del Garante per la privacy, inviata alla =
nostra
associazione, relativa al problema dell'oscuramento delle ultime 3 cifre =
nella
documentazione telefonica.
----------------------------------------------
Garante per la protezione
dei dati personali

Roma, 5 ottobre 1998

Reclami e quesiti sulla mancata indicazione nella fatturazione =
dettagliata delle
ultime tre cifre dei numeri telefonici chiamati (art. 5 d. lg. n. =
171/1998).

1. Sono pervenuti a questa Autorita' numerosi reclami e quesiti in =
ordine alla
legittimita' della mancata indicazione nella fatturazione dettagliata =
richiesta
dagli abbonati delle ultime tre cifre delle utenze telefoniche chiamate.
Diversi cittadini, liberi professionisti, imprenditori, associazioni, =
enti ed
altri organismi (pubblici e privati) abbonati al servizio telefonico =
lamentano,
infatti, che alcuni fornitori dei servizi telefonici (in particolare, =
Telecom
Italia, TIM e OMNITEL) omettono di indicare tali cifre per ragioni di =
tutela
della privacy e che questa misura non permette loro di verificare =
l'esattezza
delle chiamate addebitate nella "bolletta".
La misura del <<mascheramento>> di alcune cifre delle utenze chiamate =
non e'
stata prevista ne' dalla legge n.675/1996 in materia di dati personali, =
ne' da
un provvedimento di questa Autorita', ma dal decreto legislativo 13 =
maggio 1998,
n. 171, recante "Disposizioni in materia di tutela della vita privata =
nel
settore delle telecomunicazioni, in attuazione della direttiva 97/66/CE =
del
Parlamento Europeo e del Consiglio, ed in tema di attivita' =
giornalistica"
(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 127 del 3 giugno 1998). Si =
tratta,
dunque, dell'adempimento di un preciso obbligo comunitario.
Tale decreto dispone, infatti, all'art.5, comma 3, che: "gli abbonati =
hanno
diritto di ricevere in dettaglio, a richiesta e senza alcun aggravio di =
spesa,
la dimostrazione degli elementi che compongono la fattura, relativi, in
particolare, alla data e all'ora di inizio della conversazione, al =
numero
selezionato, al tipo, alla localita', alla durata e al numero di scatti
addebitati per ciascuna conversazione. In ogni caso, nella =
documentazione
fornita all'abbonato non sono evidenziate le ultime tre cifre del numero
chiamato.".
La misura e' gia' stata applicata in vari Paesi europei ancor prima =
della citata
direttiva (in particolare, in Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, =
Germania e
Lussemburgo, che hanno stabilito l'oscuramento di un numero di cifre da =
due a
quattro), ed e' stata introdotta in Italia, come emerge dal titolo del =
d.lg. n.
171, in occasione del recente recepimento della direttiva stessa. alla =
quale
tutti gli Stati membri dell'U.E. dovranno adeguarsi, al piu' tardi, =
entro il 24
ottobre 1998 (art 15, par. 1, dir. 97/66/CE del 15 dicembre 1997).

2. Sia la direttiva comunitaria, sia il d.lg. n. 171/1998 non mettono in
discussione il diritto dell'abbonato di controllare l'esattezza degli =
addebiti e
ne ampliano anzi la tutela, ma cercano di conciliare questo diritto con =
i
diritti di altri soggetti la cui sfera privata e' coinvolta anch'essa =
dalla
fatturazione dettagliata.
I dati riportati nella fattura ed utilizzati per verificare le chiamate
telefoniche contengono infatti alcune informazioni relative ad aspetti =
della
vita privata (numeri telefonici, luoghi, date e ore delle conversazioni) =
che
interessano sia il titolare dell'utenza (abbonato), sia coloro che =
effettuano
chiamate attraverso gli apparecchi collegati alla stessa linea =
telefonica (ad
esempio, nel caso di utenze domestiche, i vari componenti del nucleo =
familiare,
o nell'ipotesi di un'azienda, i dipendenti e i collaboratori), sia, =
altresi', i
destinatari delle telefonate (abbonati chiamati).
La Legge n. 675/1996 non ostacola l'esercizio dei diritti degli abbonati =
e
permette ai fornitori dei servizi telefonici di comunicare all'abbonato =
anche le
cifre mascherate nella fattura in caso di contestazioni riguardanti =
l'esattezza
di determinate chiamate addebitate all'abbonato medesimo, che =
quest'ultimo possa
far valere in sede giudiziaria.
Infatti, il meccanismo del <<mascheramento>> delle ultime tre cifre puo' =
essere
superato laddove emergano esigenze di reale controllo sulle somme =
addebitate,
ispirate da un motivato reclamo propedeutico ad una azione giudiziaria o
direttamente collegate ad un'azione legale.
Nei termini di seguito indicati, il gestore del servizio telefonico non =
puo'
opporre un rifiuto, ma deve comunicare per intero i numeri controversi =
per
permettere all'abbonato di identificare puntualmente le chiamate =
effettuate, di
verificare la correttezza degli importi addebitati e di proseguire la =
tutela dei
propri diritti in sede giudiziaria.

3. Per una valutazione piu' approfondita del tema, va osservato che, pur =
con il
<<mascheramento>> delle ultime tre cifre, dalla documentazione fornita =
dal
gestore telefonico, e' peraltro sempre possibile per l'abbonato =
ricavare, oltre
alle prime cifre dei numeri chiamati, diverse informazioni utili e =
cioe':
a) la data, l'ora e la durata della conversazione, gli scatti addebitati =
ed
il relativo importo;
b) i prefissi che identificano il distretto telefonico o lo Stato =
chiamati
e, per gli apparecchi di telefonia mobile, il tipo di utenza chiamata ed =
il
relativo gestore (sono inoltre facilmente identificabili vari servizi =
offerti
dal gestore ed attivati all'interessato, come, ad es., il trasferimento =
di
chiamata, ecc.).
Tali informazioni, intrecciate tra loro, permettono di effettuare un =
adeguato
riscontro su un congruo numero di situazioni.
Nulla vieta all'abbonato, peraltro, di installare propri apparecchi di
misurazione del traffico, al domicilio privato o sul luogo di lavoro (in
quest'ultimo caso, nel rispetto delle norme dello "Statuto dei =
lavoratori" e
della legge n. 675, specie per quanto riguarda l'informativa agli =
interessati).
Qualora tali verifiche non siano sufficienti a fugare eventuali dubbi
sull'effettuazione di determinate chiamate, o addirittura inducano a =
ritenere
sicuramente erroneo l'addebito (ad esempio, nell'ipotesi di temporanea =
assenza
del nucleo familiare dalla propria abitazione), l'abbonato puo' =
sollecitare
un'attenta verifica dei numeri telefonici oggetto di contestazione.
Concretamente, l'abbonato puo' rivolgersi al gestore telefonico, senza
particolari formalita' e con una procedura snella, contestando la =
circostanza
che determinate telefonate siano state effettuate dai propri apparecchi; =
il
gestore deve verificare le chiamate "contestate", comunicando =
all'abbonato se
l'addebito, dopo il controllo, resta fondato. Laddove tale riscontro non =
giunga,
o comunque permanga un giustificato e motivato dubbio nell'abbonato,
quest'ultimo ha diritto di chiedere e di ottenere gratuitamente dal =
gestore la
comunicazione per intero dei numeri telefonici oggetto di precisa =
contestazione.
In questi limiti, la comunicazione di determinati dati "mascherati" =
nella
fattura dettagliata e' pienamente compatibile con i principi sanciti =
dalla legge
n. 675/1996, la quale rende ammissibile per il titolare del trattamento =
(nel
caso di specie, il gestore telefonico) la comunicazione dei dati =
personali,
quando tale operazione risulta necessaria per far valere o difendere un =
proprio
diritto in sede giudiziaria (l'art.20, comma 1, lett. g)).
A conferma di quanto appena esposto, va osservato che l'art. 4, comma 2, =
del
d.lg. n. 171/1998 prevede che i dati personali relativi alla =
fatturazione sono
appunto trattati e conservati dal fornitore del servizio telefonico =
"sino alla
fine del periodo durante il quale puo' essere legalmente contestata la =
fattura o
preteso il pagamento".

4. Occorre peraltro osservare che il d.lg. n. 171/1998 ha rafforzato la =
tutela
dell'abbonato per cio' che riguarda il controllo della fatturazione,
introducendo significative novita' rispetto al precedente sistema di
fatturazione dettagliata.
Prima di tale decreto, il regolamento sulle condizioni di abbonamento al
servizio telefonico prevedeva un servizio di fatturazione dettagliata =
solo per
la telefonia fissa e per le comunicazioni telefoniche che comportavano =
un
addebito superiore ai quattro scatti (art 32 d.m. 8 maggio 1997, n. =
197).
Successivamente, il d.P.R. 19 settembre 1997, n. 318 ha stabilito, in =
relazione
alla fatturazione dettagliata (art. 16, comma 1, lett. b)), che:
- tale servizio puo' essere fornito solo a richiesta e nel rispetto =
della
legislazione vigente;
- le fatture devono indicare adeguatamente la composizione degli =
addebiti;
- nella fattura non devono comparire le chiamate gratuite (accorgimento
introdotto da altra direttiva).
Il decreto legislativo n. 171/1998, in sintonia con la direttiva n. =
97/66/CE, ha
poi:
- confermato la gratuita' del servizio (che viene attivato sempre su
richiesta dell'abbonato);
- esteso il servizio a tutti i tipi di chiamate, comprese le urbane, =
anche
inferiori ai 4 scatti;
- previsto tale servizio anche per la telefonia mobile.

5. Nell'ampliare i diritti dell'abbonato nei confronti dei fornitori dei =
servizi
telefonici, si e' dovuto pero' tener conto dell'esigenza di tutelare la =
sfera
privata dei destinatari delle chiamate telefoniche e di coloro che =
utilizzano
gli apparecchi sia in ambito domestico sia sul luogo di lavoro.
Tale aspetto e' stato sottolineato anche da una recente raccomandazione =
adottata
dal Consiglio d'Europa in materia di protezione dei dati personali nel =
settore
dei servizi di telecomunicazione e, in particolare, dei servizi =
telefonici, la
quale ha appunto enunciato il principio del rispetto della vita privata =
dei
coutenti e dei destinatari della chiamata, qualora l'abbonato richieda =
una
fatturazione dettagliata (par. 7.12 della raccomandazione n. R. (95) 4, =
del 7
febbraio 1995, che il Governo ha dovuto tener presente nell'adottare il =
d.lg. n.
171).
Questi diritti sono inoltre garantiti dalle convenzioni internazionali =
relative
ai diritti dell'uomo (vedi, in particolare, l'art. 12 della =
Dichiarazione
universale dei diritti dell'uomo approvata dall'ONU il 10 dicembre 1948 =
e l'art.
8 della Convenzione europea per la protezione dei diritti dell'uomo e =
delle
liberta' fondamentali, ratificata in Italia con la legge 4 agosto 1955, =
n. 848)
e dalla Costituzione italiana (come da altre carte costituzionali dei =
Paesi
europei), la quale afferma la liberta' e la segretezza di ogni forma di
comunicazione come diritto inviolabile del cittadino (art. 15).
Gli sviluppi tecnologici nel settore delle telecomunicazioni, che hanno =
ampliato
i servizi e le funzioni disponibili per il pubblico, rendono pertanto =
necessario
contemperare in modo adeguato i diritti e i legittimi interessi =
dell'abbonato (a
ricevere dal fornitore del servizio telefonico un'adeguata dimostrazione =
degli
elementi che compongono la fattura) con la liberta' e i diritti =
dell'abbonato
medesimo, degli utenti e degli abbonati chiamati (in ordine alla =
riservatezza
delle comunicazioni).

6. La direttiva 97/66/CE ha dimostrato la difficolta' di questo delicato
bilanciamento, considerata la diversa composizione numerica delle utenze
telefoniche presenti nei vari Paesi membri dell'U.E..
La direttiva prospetta, anzitutto, la possibilita' di ricorrere a misure
alternative al <<mascheramento>> delle cifre (ad esempio, consentendo =
strumenti
di pagamento che assicurano l'anonimato, come le carte telefoniche =
prepagate).
In particolare, secondo la direttiva tali misure possono consistere
nell'introduzione di possibilita' di pagamento "che permettano un =
accesso
anonimo, o rigorosamente privato, ai servizi di telecomunicazione =
offerti al
pubblico, quali carte telefoniche, oppure possibilita' di pagamento con =
carta di
credito" (considerando 18 dir. 97/66/CE).
In tal modo, sia dalle utenze private sia dai luoghi di lavoro, la =
persona
chiamante - che non sempre corrisponde all'abbonato pagante - potrebbe =
fare un
legittimo uso dell'utenza senza far gravare il costo delle chiamate
sull'abbonato, chiamate, quindi, non riportate nel dettaglio di =
fatturazione.

7. Il decreto ha fatto un passo significativo proprio introducendo =
l'obbligo per
i gestori di consentire "che i servizi richiesti e le chiamate =
effettuate da
qualsiasi terminale possano essere pagate con modalita' alternative alla
fatturazione, anche anonime, quali le carte di pagamento o prepagate" e =
che, in
questo caso, tali servizi e chiamate non debbano comparire nella =
fatturazione
(art. 5, commi 1 e 2).
La piena attuazione delle predette modalita' alternative alla =
fatturazione non
deve peraltro far ritenere preclusa una futura riflessione normativa sul
mantenimento dell'istituto del <<mascheramento>>, che se per un verso =
puo'
apparire utile in quanto riduce il numero dei dati in circolazione, puo' =
non
risultare pienamente soddisfacente in altri casi (come quello =
dell'abbonato
unico utente dell'apparecchio).

8. In conclusione, questa Autorita' segnala ai fornitori dei servizi di
telefonia, ai sensi dell'art. 31, comma 1, lett. c) della legge n. =
675/1996, la
necessita' di dare rapida attuazione all'art 5, commi 1 e 2, del decreto
legislativo n. 171/1998, rendendo effettiva ed agevole la possibilita' =
per gli
abbonati e gli utenti di avvalersi, in alternativa alla fatturazione
dettagliata, di strumenti di pagamento delle chiamate telefoniche che
garantiscano l'anonimato.
Il Garante ritiene infine opportuno trasmettere copia del presente =
provvedimento
alle competenti amministrazioni al fine dell'eventuale aggiornamento, =
alla luce
delle nuove disposizioni del d.lg. n. 171/1998, del regolamento sulle =
condizioni
di abbonamento al servizio telefonico e di eventuali altre disposizioni =
speciali
in materia.
Tale aggiornamento potrebbe riguardare, in particolare, le modalita' ed =
i limiti
della procedura concernente la contestazione delle fatture telefoniche e =
la
"messa in chiaro" dei numeri relativi alle telefonate "controverse", =
avendo cura
di assicurare al riguardo un meccanismo di comunicazione gratuito, =
snello e
senza aggravi burocratici per l'abbonato.

IL PRESIDENTE
G. Santaniello

--=20
Lorenzo Filippi
------------------------------------
*Comitato Vittime della Sip-Telecom*
Via Crimea, 3 - 35141 PADOVA - ITALY
Tel & Fax:0039-049-8715010
** http://www.sipvittime.org **
** e-mail: info@sipvittime.org **
------------------------------------=20

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<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD W3 HTML//EN">

PASSAPAROLA -------=20Stefano
 
 
 
 
 
Ritenendo di fare cosa utile, riporto, di seguito, il testo =integrale=20della
Delibera del 5 ottobre 1998, del Garante per la privacy, =inviata alla=20nostra
associazione, relativa al problema dell'oscuramento delle =ultime 3=20cifre nella
documentazione=20telefonica.
----------------------------------------------
Garante =per la=20protezione
dei dati personali

Roma, 5 ottobre =1998

Reclami e=20quesiti sulla mancata indicazione nella fatturazione dettagliata =delle
ultime=20tre cifre dei numeri telefonici chiamati (art. 5 d. lg. n.=20171/1998).


1. Sono pervenuti a questa Autorita' numerosi =reclami e=20quesiti in ordine alla
legittimita' della mancata indicazione nella=20fatturazione dettagliata richiesta
dagli abbonati delle ultime tre =cifre=20delle utenze telefoniche chiamate.
Diversi cittadini, liberi =professionisti,=20imprenditori, associazioni, enti ed
altri organismi (pubblici e =privati)=20abbonati al servizio telefonico lamentano,
infatti, che alcuni =fornitori dei=20servizi telefonici (in particolare, Telecom
Italia, TIM e OMNITEL) =omettono=20di indicare tali cifre per ragioni di tutela
della privacy e che =questa=20misura non permette loro di verificare l'esattezza
delle chiamate =addebitate=20nella "bolletta".
La misura del =<<mascheramento>> di=20alcune cifre delle utenze chiamate non e'
stata prevista ne' dalla =legge=20n.675/1996 in materia di dati personali, ne' da
un provvedimento di =questa=20Autorita', ma dal decreto legislativo 13 maggio 1998,
n. 171, recante ="Disposizioni in materia di tutela della vita privata =nel
settore delle=20telecomunicazioni, in attuazione della direttiva 97/66/CE =del
Parlamento=20Europeo e del Consiglio, ed in tema di attivita'=20giornalistica"
(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 127 del 3 =giugno=201998). Si tratta,
dunque, dell'adempimento di un preciso obbligo=20comunitario.
Tale decreto dispone, infatti, all'art.5, comma 3, che:=20"gli abbonati hanno
diritto di ricevere in dettaglio, a =richiesta e=20senza alcun aggravio di spesa,
la dimostrazione degli elementi che =compongono=20la fattura, relativi, in
particolare, alla data e all'ora di inizio =della=20conversazione, al numero
selezionato, al tipo, alla localita', alla =durata e=20al numero di scatti
addebitati per ciascuna conversazione. In ogni =caso,=20nella documentazione
fornita all'abbonato non sono evidenziate le =ultime tre=20cifre del numero
chiamato.".
La misura e' gia' stata =applicata in=20vari Paesi europei ancor prima della citata
direttiva (in =particolare, in=20Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania e
Lussemburgo, che =hanno=20stabilito l'oscuramento di un numero di cifre da due a
quattro), ed =e' stata=20introdotta in Italia, come emerge dal titolo del d.lg. n.
171, in =occasione=20del recente recepimento della direttiva stessa. alla quale
tutti gli =Stati=20membri dell'U.E. dovranno adeguarsi, al piu' tardi, entro il =24
ottobre 1998=20(art 15, par. 1, dir. 97/66/CE del 15 dicembre 1997).

2. Sia la =direttiva=20comunitaria, sia il d.lg. n. 171/1998 non mettono in
discussione il =diritto=20dell'abbonato di controllare l'esattezza degli addebiti e
ne ampliano =anzi la=20tutela, ma cercano di conciliare questo diritto con i
diritti di =altri=20soggetti la cui sfera privata e' coinvolta anch'essa =dalla
fatturazione=20dettagliata.
I dati riportati nella fattura ed utilizzati per =verificare le=20chiamate
telefoniche contengono infatti alcune informazioni relative =ad=20aspetti della
vita privata (numeri telefonici, luoghi, date e ore =delle=20conversazioni) che
interessano sia il titolare dell'utenza =(abbonato), sia=20coloro che effettuano
chiamate attraverso gli apparecchi collegati =alla=20stessa linea telefonica (ad
esempio, nel caso di utenze domestiche, i =vari=20componenti del nucleo familiare,
o nell'ipotesi di un'azienda, i =dipendenti e=20i collaboratori), sia, altresi', i
destinatari delle telefonate =(abbonati=20chiamati).
La Legge n. 675/1996 non ostacola l'esercizio dei diritti =degli=20abbonati e
permette ai fornitori dei servizi telefonici di comunicare =all'abbonato anche le
cifre mascherate nella fattura in caso di =contestazioni=20riguardanti l'esattezza
di determinate chiamate addebitate =all'abbonato=20medesimo, che quest'ultimo possa
far valere in sede =giudiziaria.
Infatti,=20il meccanismo del <<mascheramento>> delle ultime tre cifre =puo'=20essere
superato laddove emergano esigenze di reale controllo sulle =somme=20addebitate,
ispirate da un motivato reclamo propedeutico ad una =azione=20giudiziaria o
direttamente collegate ad un'azione legale.
Nei =termini di=20seguito indicati, il gestore del servizio telefonico non puo'
opporre =un=20rifiuto, ma deve comunicare per intero i numeri controversi =per
permettere=20all'abbonato di identificare puntualmente le chiamate effettuate,=20di
verificare la correttezza degli importi addebitati e di proseguire =la=20tutela dei
propri diritti in sede giudiziaria.

3. Per una =valutazione=20piu' approfondita del tema, va osservato che, pur con=20il
<<mascheramento>> delle ultime tre cifre, dalla =documentazione=20fornita dal
gestore telefonico, e' peraltro sempre possibile per =l'abbonato=20ricavare, oltre
alle prime cifre dei numeri chiamati, diverse =informazioni=20utili e cioe':
a) la data, l'ora e la durata della conversazione, gli =scatti=20addebitati ed
il relativo importo;
b) i prefissi che identificano =il=20distretto telefonico o lo Stato chiamati
e, per gli apparecchi di =telefonia=20mobile, il tipo di utenza chiamata ed il
relativo gestore (sono =inoltre=20facilmente identificabili vari servizi offerti
dal gestore ed =attivati=20all'interessato, come, ad es., il trasferimento di
chiamata, =ecc.).
Tali=20informazioni, intrecciate tra loro, permettono di effettuare un=20adeguato
riscontro su un congruo numero di situazioni.
Nulla vieta =all'abbonato, peraltro, di installare propri apparecchi =di
misurazione del=20traffico, al domicilio privato o sul luogo di lavoro (in
quest'ultimo =caso,=20nel rispetto delle norme dello "Statuto dei lavoratori" =e
della=20legge n. 675, specie per quanto riguarda l'informativa agli=20interessati).
Qualora tali verifiche non siano sufficienti a fugare =eventuali=20dubbi
sull'effettuazione di determinate chiamate, o addirittura =inducano a=20ritenere
sicuramente erroneo l'addebito (ad esempio, nell'ipotesi di=20temporanea assenza
del nucleo familiare dalla propria abitazione), =l'abbonato=20puo' sollecitare
un'attenta verifica dei numeri telefonici oggetto di =contestazione.
Concretamente, l'abbonato puo' rivolgersi al gestore=20telefonico, senza
particolari formalita' e con una procedura snella,=20contestando la circostanza
che determinate telefonate siano state =effettuate=20dai propri apparecchi; il
gestore deve verificare le chiamate=20"contestate", comunicando all'abbonato se
l'addebito, dopo =il=20controllo, resta fondato. Laddove tale riscontro non giunga,
o =comunque=20permanga un giustificato e motivato dubbio =nell'abbonato,
quest'ultimo ha=20diritto di chiedere e di ottenere gratuitamente dal gestore =la
comunicazione=20per intero dei numeri telefonici oggetto di precisa contestazione.
In =questi=20limiti, la comunicazione di determinati dati "mascherati"=20nella
fattura dettagliata e' pienamente compatibile con i principi =sanciti=20dalla legge
n. 675/1996, la quale rende ammissibile per il titolare =del=20trattamento (nel
caso di specie, il gestore telefonico) la =comunicazione dei=20dati personali,
quando tale operazione risulta necessaria per far =valere o=20difendere un proprio
diritto in sede giudiziaria (l'art.20, comma 1, =lett.=20g)).
A conferma di quanto appena esposto, va osservato che l'art. 4, =comma 2,=20del
d.lg. n. 171/1998 prevede che i dati personali relativi alla =fatturazione=20sono
appunto trattati e conservati dal fornitore del servizio =telefonico=20"sino alla
fine del periodo durante il quale puo' essere =legalmente=20contestata la fattura o
preteso il pagamento".

4. Occorre =peraltro osservare che il d.lg. n. 171/1998 ha rafforzato la=20tutela
dell'abbonato per cio' che riguarda il controllo della=20fatturazione,
introducendo significative novita' rispetto al =precedente=20sistema di
fatturazione dettagliata.
Prima di tale decreto, il =regolamento=20sulle condizioni di abbonamento al
servizio telefonico prevedeva un =servizio=20di fatturazione dettagliata solo per
la telefonia fissa e per le=20comunicazioni telefoniche che comportavano un
addebito superiore ai =quattro=20scatti (art 32 d.m. 8 maggio 1997, n. 197).
Successivamente, il =d.P.R. 19=20settembre 1997, n. 318 ha stabilito, in relazione
alla fatturazione=20dettagliata (art. 16, comma 1, lett. b)), che:
- tale servizio puo' =essere=20fornito solo a richiesta e nel rispetto della
legislazione =vigente;
- le=20fatture devono indicare adeguatamente la composizione degli =addebiti;
- nella=20fattura non devono comparire le chiamate gratuite =(accorgimento
introdotto da=20altra direttiva).
Il decreto legislativo n. 171/1998, in sintonia con =la=20direttiva n. 97/66/CE, ha
poi:
- confermato la gratuita' del =servizio (che=20viene attivato sempre su
richiesta dell'abbonato);
- esteso il =servizio a=20tutti i tipi di chiamate, comprese le urbane, anche
inferiori ai 4=20scatti;
- previsto tale servizio anche per la telefonia =mobile.

5.=20Nell'ampliare i diritti dell'abbonato nei confronti dei fornitori dei=20servizi
telefonici, si e' dovuto pero' tener conto dell'esigenza di =tutelare=20la sfera
privata dei destinatari delle chiamate telefoniche e di =coloro che=20utilizzano
gli apparecchi sia in ambito domestico sia sul luogo di=20lavoro.
Tale aspetto e' stato sottolineato anche da una recente=20raccomandazione adottata
dal Consiglio d'Europa in materia di =protezione dei=20dati personali nel settore
dei servizi di telecomunicazione e, in=20particolare, dei servizi telefonici, la
quale ha appunto enunciato il =principio del rispetto della vita privata dei
coutenti e dei =destinatari=20della chiamata, qualora l'abbonato richieda una
fatturazione =dettagliata=20(par. 7.12 della raccomandazione n. R. (95) 4, del 7
febbraio 1995, =che il=20Governo ha dovuto tener presente nell'adottare il d.lg. =n.
171).
Questi=20diritti sono inoltre garantiti dalle convenzioni internazionali =relative
ai=20diritti dell'uomo (vedi, in particolare, l'art. 12 della=20Dichiarazione
universale dei diritti dell'uomo approvata dall'ONU il =10=20dicembre 1948 e l'art.
8 della Convenzione europea per la protezione =dei=20diritti dell'uomo e delle
liberta' fondamentali, ratificata in Italia =con la=20legge 4 agosto 1955, n. 848)
e dalla Costituzione italiana (come da =altre=20carte costituzionali dei Paesi
europei), la quale afferma la liberta' =e la=20segretezza di ogni forma di
comunicazione come diritto inviolabile =del=20cittadino (art. 15).
Gli sviluppi tecnologici nel settore delle=20telecomunicazioni, che hanno ampliato
i servizi e le funzioni =disponibili per=20il pubblico, rendono pertanto necessario
contemperare in modo =adeguato i=20diritti e i legittimi interessi dell'abbonato (a
ricevere dal =fornitore del=20servizio telefonico un'adeguata dimostrazione degli
elementi che =compongono=20la fattura) con la liberta' e i diritti dell'abbonato
medesimo, degli =utenti=20e degli abbonati chiamati (in ordine alla riservatezza
delle=20comunicazioni).

6. La direttiva 97/66/CE ha dimostrato la =difficolta' di=20questo delicato
bilanciamento, considerata la diversa composizione =numerica=20delle utenze
telefoniche presenti nei vari Paesi membri =dell'U.E..
La=20direttiva prospetta, anzitutto, la possibilita' di ricorrere a=20misure
alternative al <<mascheramento>> delle cifre (ad =esempio,=20consentendo strumenti
di pagamento che assicurano l'anonimato, come =le carte=20telefoniche prepagate).
In particolare, secondo la direttiva tali =misure=20possono consistere
nell'introduzione di possibilita' di pagamento ="che=20permettano un accesso
anonimo, o rigorosamente privato, ai servizi di =telecomunicazione offerti al
pubblico, quali carte telefoniche, =oppure=20possibilita' di pagamento con carta di
credito" (considerando 18 =dir.=2097/66/CE).
In tal modo, sia dalle utenze private sia dai luoghi di =lavoro, la=20persona
chiamante - che non sempre corrisponde all'abbonato pagante - =potrebbe fare un
legittimo uso dell'utenza senza far gravare il costo =delle=20chiamate
sull'abbonato, chiamate, quindi, non riportate nel dettaglio =di=20fatturazione.

7. Il decreto ha fatto un passo significativo =proprio=20introducendo l'obbligo per
i gestori di consentire "che i =servizi=20richiesti e le chiamate effettuate da
qualsiasi terminale possano =essere=20pagate con modalita' alternative alla
fatturazione, anche anonime, =quali le=20carte di pagamento o prepagate" e che, in
questo caso, tali =servizi e=20chiamate non debbano comparire nella fatturazione
(art. 5, commi 1 e=202).
La piena attuazione delle predette modalita' alternative alla=20fatturazione non
deve peraltro far ritenere preclusa una futura =riflessione=20normativa sul
mantenimento dell'istituto del =<<mascheramento>>,=20che se per un verso puo'
apparire utile in quanto riduce il numero =dei dati=20in circolazione, puo' non
risultare pienamente soddisfacente in altri =casi=20(come quello dell'abbonato
unico utente dell'apparecchio).

8. =In=20conclusione, questa Autorita' segnala ai fornitori dei servizi =di
telefonia,=20ai sensi dell'art. 31, comma 1, lett. c) della legge n. 675/1996,=20la
necessita' di dare rapida attuazione all'art 5, commi 1 e 2, del=20decreto
legislativo n. 171/1998, rendendo effettiva ed agevole la=20possibilita' per gli
abbonati e gli utenti di avvalersi, in =alternativa alla=20fatturazione
dettagliata, di strumenti di pagamento delle chiamate=20telefoniche che
garantiscano l'anonimato.
Il Garante ritiene =infine=20opportuno trasmettere copia del presente provvedimento
alle =competenti=20amministrazioni al fine dell'eventuale aggiornamento, alla luce
delle =nuove=20disposizioni del d.lg. n. 171/1998, del regolamento sulle =condizioni
di=20abbonamento al servizio telefonico e di eventuali altre disposizioni=20speciali
in materia.
Tale aggiornamento potrebbe riguardare, in=20particolare, le modalita' ed i limiti
della procedura concernente la=20contestazione delle fatture telefoniche e la
"messa in =chiaro" dei=20numeri relativi alle telefonate "controverse", avendo =cura
di=20assicurare al riguardo un meccanismo di comunicazione gratuito, snello=20e
senza aggravi burocratici per l'abbonato.

IL =PRESIDENTE
G.=20Santaniello

--
Lorenzo=20Filippi
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*Comitato Vittime =della=20Sip-Telecom*
Via Crimea, 3 - 35141 PADOVA - =ITALY
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